Per favorire le pmi la manovra Monti potenzia il Fondo di
garanzia. Con lo stanziamento di 400 milioni di euro per il prossimo triennio,
lo strumento di supporto alle imprese istituito dall’art. 2, comma 100, lett.
a), legge 662/96 e gestito da Unicredit-Mediocredito centrale. Prevista anche
una riserva fino all’80% delle disponibilità finanziarie per gli interventi fino
a 500 mila euro.
Il rifinanziamento (previsto dall’art. 3, comma 4) intende creare un’azione
di contrasto alla stretta creditizia che investe tutto il sistema delle imprese.
Il decreto Monti (dl 201/2011) si affida dunque a uno strumento finanziario
che finora si è rivelato un intervento particolarmente efficace per favorire
l’accesso al credito da parte delle pmi, come dimostra il progressivo aumento
delle richieste.
Dalle ultime rilevazioni (30 settembre 2011) emerge che sono state presentate
44.791 domande, di cui ammesse alla garanzia 42.765, per un totale di 6,6
miliardi di euro di finanziamenti attivati, di cui 3,3 miliardi di euro di
importo garantito. L’80,6% delle domande accolte riguardano imprese che hanno
fatto ricorso alla garanzia per esigenze di liquidità mentre il restante 19,4%
riguardano operazioni a fronte di investimento.
L’analisi relativa ai singoli comparti produttivi, evidenzia che il 40,2%
delle domande è riferito al settore commerciale, il 39,1% all’industria e il
20,1% ai servizi.
Altre novità del decreto Monti. Sono introdotte dall’articolo 39, commi 1-6.
Dalla lettura del testo emerge la possibilità che la garanzia e la
controgaranzia possano essere concesse fino all’80% dell’ammontare delle
operazioni finanziarie a favore delle pmi e consorzi ubicati in tutto il
territorio regionale (e non solo nelle regioni Campania, Calabria, Basilicata,
Puglia e Sicilia).
Viene inoltra stabilito che la misura dell’accantonamento minimo a titolo di
coefficiente di rischio (attualmente pari all’8%) possa essere ridotta con
decreto di natura non regolamentare.
In funzione di specifici obiettivi di sviluppo, il dl 201/2011 (comma 3)
prevede l’aumento da 1,5 a 2,5 milioni di euro dell’importo massimo garantito
per ogni singola impresa.
Un’altra novità riguarda la possibilità di concedere la garanzia (a titolo
oneroso), oltre che su singole operazioni, anche su portafogli di finanziamenti
erogati a pmi. Le disposizioni applicative di tali norme saranno stabilite da un
apposito decreto del ministero dello sviluppo economico, da emanare di concerto
con il ministero dell’economia e delle finanze.



