“Le piccole e medie imprese sono il petrolio dell’Italia” ha affermato qualche tempo fa un autorevole pensatore politico. Nell’anno di crisi 2009 l’importanza delle piccole e medie imprese nel garantire la tenuta del tessuto sociale, della occupazione e di conseguenza anche il livello dei consumi è stata pienamente confermata. Dunque ha ragione Berlusconi quando afferma che è lì il nostro petrolio… nella capacità organizzativa, innovativa dei “piccoli” che formano la spina dorsale del sistema Italia.
Il successo del Popolo della Libertà ha espresso appunto la voglia di protagonismo sociale di questo settore storicamente compresso tra le maglie del sistema bipolare grande industria/triplice sindacale. Ora viene il momento di chiedersi quali sono i passaggi decisivi per garantire al settore delle PMI la centralità che esso merita.
Un passaggio importante lo hanno fatto le 8 sigle di rappresentanza della categoria che si sono federate in un unico organismo (ACAI, CONFIMPRESE ITALIA, CONFEUROPA IMPRESE, VALORE IMPRESA, AGEING SOCIETY , FENALC, ANTA, ASI) coordinato da Gianni Cicero. Viene così a configurarsi un polo economico e sociale rappresentativo di oltre sei milioni di operatori imprenditoriali.
Il prossimo passo sarà costituito a gennaio dal nascere di una Fondazione della Economia e del Sociale: strumento fondamentale per offrire una nuova rappresentazione del sociale e dei rapporti economici e indicare una prospettiva positiva di sviluppo. Saltando a piè pari quelle raffigurazioni fondamentalmente iettatorie del sistema Italia alle quali ci hanno abituato i professionisti del disagio sociale, dell’estremismo politico e della crisi economica permanente.
“Nasce quindi in Italia – ci dice il dottor Cicero - la prima fondazione che legherà economia e sociale e dove si confronteranno gli uomini del fare per non delegare più alla politica forme di rappresentanza superate. A fine febbraio e’ previsto un congresso con il quale si aprirà la seconda fase di questo impegno”. Cicero aggiunge una ulteriore considerazione: “Per rilanciare lo sviluppo è necessario coniugare oggi le esigenze di imprese e famiglie: i due soggetti fondamentali del sistema Italia, superando anacronistiche interpretazioni sociali che risalgono agli anni Settanta e che ancora fanno capolino nelle analisi di centrali sindacali come la CGIL”.
Martedì si è svolto a Roma la serata di gala del cartello UNIRSI. Hanno coordinato l’evento Ramona Badescu e Fabio Torriero. Torriero, che si sta affermando in questi mesi come uno degli esponenti principali della cultura politica del centro-destra, ha ribadito l’esigenza di una politica che individui i soggetti produttivi, non li ostacoli, elimini gli ostacoli burocratici affinché nel nome del lavoro si possa ricomporre il tessuto sociale – oggi lacerato – dell’Italia.
“Per rilanciare il sistema delle piccole e medie imprese – ha dichiarato Stracquadanio – è necessario che il socio di maggioranza di ogni azienda italiana (il fisco…) vada finalmente messo in minoranza; e che si sottopongano a verifica tutti i vincoli burocratici ai quali le piccole imprese sono soggette. I vincoli inutili vanno al più presto tagliati”. La liberazione delle piccole e medie imprese è una battaglia che passa attraverso e decisioni legislative e le forme di una nuova rappresentazione sociale, che conferisca alla piccola e media impresa il riconoscimento del suo ruolo centrale nel nostro sistema produttivo e sociale.



