Fondo da 80 mln per pmi lombarde

Fondo da 80 mln per pmi lombarde

Presentata Futurimpresa, società di gestione del risparmio presieduta da Francesco Micheli
La società è partecipata dalle Camere di Commercio di Milano, Bergamo, Brescia e Como. Quote di minoranza senza leva. Obiettivo: accompagnare nella crescita le imprese più virtuose

Futurimpresa Sgr è pronta ad aiutare le pmi lombarde. La società di gestione, la cui costituzione era stata anticipata da MF-Milano Finanza lo scorso agosto, dopo aver ottenuto il via libera dalla Banca d’Italia ha già avviato la costituzione di un primo fondo d’investimento chiuso, Finanza e Sviluppo Impresa, che avrà una dotazione di 80 milioni. I soci della neonata sgr sono Parcam, la holding di partecipazioni della Camera di Commercio di Milano, principale azionista con il 55%, la Camera di Commercio di Bergamo e la Camera di Commercio di Brescia (entrambe con il 18%), e la Camera di Commercio di Como (9%). Il compito di presiedere la società sarà di Francesco Micheli, mentre l’amministratore delegato sarà Luigi Glarey.

L’obiettivo della sgr è ambizioso: sostenere le pmi nei processi di sviluppo, sostenendole a livello societario e apportando cultura manageriale e d’impresa. Il 50% di Finanza e Sviluppo Impresa (ovvero 40 milioni) è già stato sottoscritto dai promotori (pro quota 22 milioni la Camera di Commercio di Milano, circa 7 milioni quella di Bergamo e Brescia e 3,5 milioni quella di Como), mentre l’altra metà (i restanti 40 milioni) saranno sottoscritti da investitori istituzionali, come fondazioni, banche ed enti locali.

La ricerca dei partner è iniziata pochi giorni fa e tra i nomi circolati figurano quelli di Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma è chiaro che grazie ai rapporti e alla stima di cui gode Micheli nell’establishment finanziario, alla fine l’orizzonte dei partecipanti sarà assai più ampio. In sostanza, il fondo acquisterà partecipazioni (quasi esclusivamente quote di minoranza) con «un investimento medio intorno ai 3 milioni», ha spiegato ieri Micheli nel presentare l’iniziativa. Il presidente di Parcam, Bruno Ermolli, ha invece effettuato una diagnosi sullo stato di salute delle piccole e medie imprese lombarde, individuando tra i principali elementi di criticità «il fatto che siano sottocapitalizzate», Una circostanza che impedisce la crescita di queste aziende, che spesso fanno fatica a fare un salto di qualità. L’obiettivo di Finanza e Sviluppo Impresa sarà perciò valutare attentamente quali realtà accompagnare nel percorso di crescita («Ci dedicheremo a società non in crisi», ha precisato Micheli, al quale tutti riconoscono un gran fiuto nell’individuare le società meglio posizionate) per poi entrare nel capitale promuovendo l’ingresso di uno o più manager nel consiglio d’amministrazione («che resteranno anche quando il fondo uscirà dal capitale», ha spiegato Glarey). Gli investimenti non prevedono leva finanziaria, e nella selezione saranno evitati il settore finanziario e quello immobiliare. La vita media degli investimenti sarà di cinque anni e all’imprenditore verrà garantita un’opzione call, che gli consentirà di ricomprare la quota del fondo, mentre sarà riconosciuta una clausola di earn-out del 20% in caso di vendita della partecipazione di Finanza & Sviluppo Impresa.

Quindi, lo scopo primo del fondo sarà aiutare la crescita delle piccole e medie imprese lombarde (curando anche aspetti come innovazione e internazionalizzazione), favorendone da un lato lo sviluppo dimensionale anche attraverso aggregazioni con partner selezionati in una logica di sistema distrettuale; dall’altro il rafforzamento della cultura aziendale in termini di management, organizzazione e pianificazione. Le way-out più probabili, secondo Ermolli, saranno la vendita all’imprenditore o l’integrazione fra imprese. Il numero uno di Parcam e di Promos, pur non escludendo un collocamento delle partecipate, ha infatti spiegato che per le pmi la quotazione in borsa potrebbe essere più complessa. Quanto invece al rendimento atteso del fondo «sarà modesto», ha detto Ermolli, mentre Glarey ha aggiunto che la sottoscrizione, dal punto di vista degli investitori, potrebbe «somigliare a un corporate bond», ovvero con un rendimento atteso tra il 5 e il 7%.

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